Il Salento, ah il Salento, terra forte, rossa quasi marrone, dove crescono rigogliose piante di ulivo, e dove si produce olio di oliva extravergine di antica memoria; nelle cui campagne tra i secolari uliveti sorgono numerose masserie, alcune di esse fortificate. Arrivare nel Salento e magari a Surbo o magari sulla costa e non farsi un giro, possibilmente in bicicletta, attraverso le viuzze di campagna è un vero peccato. Perché solo percorrendo le stradine (alcune ancora sterrate) ci si può imbattere in sterminate campagne piene di ulivi secolari che rappresentano al meglio la nostra storia. Per ammirare la campagna salentina e surbina in particolare proponiamo la seguente escursione.
La partenza dell’itinerario, ovviamente, è da Surbo. E precisamente da Via Del Mare. Giunti alla prima Masseria (la Frascusa) si gira a sinistra e si percorre un viottolo asfaltato al centro di importanti uliveti fino a raggiungere la Masseria La Rande (Grande). Prima di arrivare alla Rande si potranno ammirare i ruderi delle masserie Santu Lasi Ecchiu e Santu Lasi Neu (Santo Lasi vecchio e Santo Lasi Nuovo) e delle Cafore.
Ma la partenza può essere fatta anche da Surbo Via Benedetto Croce; arrivati al bivio dopo il Cimitero si gira a destra e dopo un centinaio di metri si gira ancora a destra e si percorre una via panoramica tra curve di muri a secco e ulivi quasi secolari da rimanere incantati, fino ad arrivare alle Cafore. Andando ancora avanti si raggiunge il boschetto di ‘malecarne (Melcarne), dove si potrà fare una sosta in santa pace. E poi dopo pochi minuti raggiungere la Masseria di ‘malecarne, una vera perla di architettura mediterranea, restaurata e rimessa a nuovo, dove ha sede un importante centro agrituristico.
Dopo aver visitato la masserie di Melcarne, con la sua bella torre, la nostra passeggiata continua attraverso gli ulivi secolari e percorrendo alcuni tratti di strada sterrata, ci porta ad arrivare a “li Municeddhri”, storica Masseria fortificata, un tempo crocevia di tanti trainieri (gli autotrasportatori di oggi) che trasportavano olive, olio, grano e quant'altro si produceva nella zona, con annesso frantoio oleario ipogeo che vale veramente la pena di visitare. Ora anche la masseria Municeddhri è stata ristrutturata e trasformata in rinomato ristorante.
A questo punto il nostro viaggio potrebbe fermarsi qui, ma i più volenterosi potrebbero continuare percorrendo qualche chilometro della strada provinciale Surbo-Torre Rinalda e arrivare al Parco di Rauccio, riserva naturale WWF, vera oasi di Macchia Mediterranea. Oppure ancora in alternativa arrivare fino a Torre Rinalda e fare un buon bagno nelle sue acque cristalline, oppure, continuare girando a sinistra per Cerrate, altro centro agricolo pre-medioevale con annessa cattedrale, frantoio oleario, forno, ecc. Ma per Cerrate, ora Museo delle Antiche Tradizioni Popolari, forse è bene programmare una visita dedicata solo ad essa. Ne vale proprio la pena.
Per tornare a Surbo bisognerà percorrere la S.P. Surbo Torre Rinalda per circa 10 chilometri.
Buona passeggiata a tutti. |